Di Paolo Manzelli il 21-6-01
Il suono é inscindibile dalla nostra sensazione
del fluire del tempo; come le onde del mare si smorzano con il tempo
fino a quietarsi, così qualsiasi onda acustica, ha un tempo di inizio
ed uno di fine proprio perché l’onda si smorza nella sua evoluzione
temporale.
Che il suono sia correlato strettamente alla sensazione
dello scorrere del tempo lo dimostra il fatto che se un uomo, abituato
al percezione di suoni fin dal grembo della madre, viene messo in una
profonda grotta e comunque in una condizione di non udire suoni, perde
man mano la cognizione del tempo (1).
Il silenzio infatti non è una condizione fisiologica naturale per
l’uomo proprio perché la vibrazione lo pervade e ne stimola una sana
vitalità sia dal punto di vista emozionale che delle altre più
complesse attività di elaborazione mentale e motoria.
Il famoso compositore italo-americano Frank Zappa (2)
asserì che la musica é una costruzione creativa dell'organizzazione di
suoni e del tempo osservando che “La porzione di spazio temporale che
divide l'inizio di un brano dalla sua conclusione è, per il
compositore, qualcosa di simile a ciò che le dimensioni della tela
rappresentano per un pittore. Il compito del pittore consiste nel
riempire di qualcosa lo spazio vuoto di una tela fino a farlo diventare
quadro-opera. Analogamente, il compito di un compositore consiste
nell'aggiungere, nel suscitare e nel far muovere delle cose all'interno
di un determinato tempo”.
Il suono é originato da vibrazioni di atomi e
molecole della materia che vibrano oscillando sotto l’ impulso di onde
di energia di una vasta gamma di frequenze. (3)
La percezione del suono avviene più specificamente tramite le orecchie (4)
ma anche le papille tattili della pelle, percepiscono la vibrazione di
compressione e rarefazione dell’ aria codificandola come messaggio
trasmesso dal mezzo circostante ( aria, acqua, od altro).
Il
messaggio fisico di informazione viene quindi recepito in maniera
differenziata dalle due orecchie per comprenderne la direzione di
emissione ed inviarlo dal nervo acustico al cervello che le traduce in
termini di armonie, ritmi, rumori ed altre impressioni emozionali.
Le molecole vibrando, originano il suono che costituisce il messaggio;
altre molecole (aria, gas liquidi o solidi ) agiscono come mediatori
ovvero come mezzi di trasmissione, mentre la sensazione sonora che
udiamo é una proprietà sensoriale prodotta dal cervello.
L’organo
del senso dell’udito é l’orecchio ed agisce come una interfaccia tra il
mondo esterno ed il cervello, passando i messaggi ricevuti al sistema
neuronale che li interpreta come sensazioni. L’organo di ricezione
dell’orecchio é fondamentalmente composto da una serie di sottili
filamenti, che sono disposti in fondo alle cavità auricolari (coclea)
in modo da poter essere stimolati dal movimento dell’aria, dando la
necessaria sollecitazione al cervello, perché esso traduca ed articoli
in sensazioni sonore l’informazione sensoriale ricevuta; le sensazioni
sonore sono quindi una simulazione cerebrale di quanto varia nelle
campo delle vibrazioni proveniente dal mondo esterno.
La
trasmissione di energia nel vuoto non corrisponde ad alcuna sensazione
sonora; ciò in quanto non c’è alcun mezzo di trasmissione che permetta
la ricezione delle vibrazioni; si rese conto di ciò il chimico Robert
Boyle (1660), facendo il vuoto con una pompa in una campana di vetro
cosi’ che disse : "se il mondo non avesse l’ aria, la propagazione del
suono a cui siamo abituati non esisterebbe più". E’ importante notare
che nei vari mezzi di trasmissione, il suono si propaga a differenti
velocità e diversi tempi di smorzamento. Nell’aria la velocità delle
onde sonore é di circa 334 metri/sec., nell’ acqua salata
del mare é circa 1.520 m./sec. ma viene piu’ rapidamente assorbita, e
nel cemento é di circa 3.400 m./sec. ma dopo breve distanza viene del
tutto smorzata.
Le tre
caratteristiche fisiche principali del suono sono: ALTEZZA (funzione
della frequenza della energia trasmessa: si misura in Hertz - Hz,
cicli/secondo), INTENSITA’ ( funzione della ampiezza media della
vibrazione trasmessa; si misura in Decibel -Db), ed il TIMBRO (
difficile da definire con esattezza, in quanto é una qualità che
dipende da molte variabili e ciò dal sistema emittente del suono ed
anche dalla sua ricezione sensoriale ed inoltre dall’ ambiente; quest’
ultimo può generare onde complesse a causa di echi, risonanze e
battimenti). Le onde di vibrazione sonora interagiscono infatti tra
loro modificandosi durante il percorso che divide l’emissione del suono
dalla sua ricezione, per azioni di riflessione, rifrazione,
assorbimento, interferenza (costruttiva o distruttiva) , effetto
Doppler , ecc.. , cio’ avviene in modo del tutto simile alle altre
frequenze di energia. (5)
Come gia accennato, il bambino percepisce le vibrazioni sonore già
nella vita intra-uterina, (in particolare dai quattro mesi di vita) ed
egli vivendo in ambiente liquido, risente di una velocità del suono
assai elevata; pertanto é opportuno farlo crescere in un habitat a
bassa sonorizzazione (6).
Il bambino percepisce una gamma di suoni che va da 16 Hz a circa 25
mila Hz; nell’uomo adulto e anziano, la gamma dei suoni udibili
diminuisce e in condizioni di salubrità del sistema ricettivo, l’
adulto percepisce sensazioni sonore corrispondenti ad un minor
intervallo che va da 20 Hz a 16 Mila Hz.
Nella musica l' ALTEZZA del suono viene
codificata tramite una convenzione che individua le principali delle
note musicali (Do Re Mi Fa Sol La Si); per accordare gli strumenti
musicali viene fatto riferimento alla nota “La” emessa da un diapason,
cioé uno strumento sonoro di precisione a forma di “U”, che emette una
nota corrispondente a circa a 440° Hz (7).
Le principali caratteristiche fisiche distintive del suono, non sono
quindi sufficienti a spiegare l’apprezzamento cerebrale della musica,
intesa come rapporto tra suono esterno e tempo biologico della
sensazione sonora interiorizzata generata dal cervello, che ci fa
percepire apprezzabili melodie e ritmi con modalità ben distinte dal
rumore caotico.
La musica é quindi l’arte di organizzare i suoni in una struttura
coerente con le complesse attività cerebrali ivi comprese quelle
emotive, e per far ciò i compositori utilizzano combinazioni di
frequenze stabili definite dalle note musicali (8).
Le note musicali hanno rispondenza con i fenomeni di risonanza, dovuti
al sincronismo tra del suono e struttura, che avvengono nell'organo di
ricezione dell’udito, in particolare nell’ambito della configurazione
organizzata, come spirale, della “Coclea”, che per la sua forma tende
ad evitare interferenze tra le onde sonore. Similmente se si accosta
all’orecchio una conchiglia marina di un Nautilus, si sente la
riproduzione delle onde del mare, perché i rumori dell’ambiente creano
sincronie di risonanza del moto dell’aria contenuta nella conchiglia,
rispetto alla sua struttura periodica, generando oscillazioni ritmiche
simili allo sciabordio delle onde marine.
La
correlazione tra suono e struttura si manifesta anche nell'emissione
del suono degli strumenti musicali; infatti suonando la stessa nota con
identica ampiezza ed intensità, con un pianoforte o con una chitarra,
sentiremo due suoni diversi; la differenza sostanziale sta nel timbro,
che é differente per ogni strumento musicale. Gli strumenti hanno
infatti appropriate definizioni strutturali, le quali hanno il compito
di modulare le frequenze sonore, entro forme di struttura e materiali
assorbenti, che nell’insieme agiscono come casse di risonanza delle
tonalità del suono; possiamo notare che anche ogni voce come ogni
strumento, possiede una sua timbrica particolare che distingue ciascuno
di noi.
La percezione del suono é comunque un'attività propria del cervello, lo
dimostrano manifestazioni a volte fastidiose come la percezione di un
fischio, di un ronzio o fruscio nell’ orecchio (acufeni), che
normalmente non sono percepibili in quanto il cervello in condizioni
normali li attutisce filtrandoli. Il cervello infatti, cerca di
percepire le frequenze e già dalla fase uterina, la sua ricerca é
infatti geneticamente sincronizzata sulle frequenze della voce umana,
in particolare di quella della madre che ha portato in grembo il suo
bambino.
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