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"La
più esauriente e chiara e sintetica storia dell'immaginazione l'ho
trovata in un saggio di J. Starobinski, -L' impero dell'immaginario-
(nel volume La relation critique). Dalla magia rinascimentale
d'origine neoplatonica parte l'idea dell'immaginazione come
comunicazione con l'anima del mondo, idea che poi sarà del Romanticismo
e del Surrealismo.
Questa idea contrasta con quella dell'immaginazione come strumento di conoscenza, secondo la quale l'immaginazione, pur seguendo altre vie da quelle della conoscenza scientifica, può coesistere con quest'ultima, e anche coadiuvarla, anzi essere per lo scienziato un momento necessario per la formulazione delle sue ipotesi. Invece, le teorie dell'immaginazione come depositaria della verità dell'universo possono andare d'accordo con una Naturphilosophie o con un tipo di conoscenza teosofica, ma sono incompatibili con la conoscenza scientifica. A meno di separare il conoscibile in due, lasciando alla scienza il mondo esterno isolando la conoscenza immaginativa nell'interiorità individuale. Starobinski riconosce in quest'ultima posizione il metodo della psicoanalisi freudiana, mentre quello di Jung, che dà agli archetipi e all'incoscio collettivo validità universale, si ricollega all'idea dell'immaginazione come partecipazione alla verità del mondo". Italo Calvino |
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