La vita massima di un uomo è davvero così breve come si possa pensare? Spesso ci si domanda “qual è il limite massimo oltre cui le sue funzioni vitali cessano irrimediabilmente?”
Per quanto si conosca ormai da tempo la vita media di un uomo, queste domande vanno oltre e pongono in dubbio il limite massimo entro cui un corpo riesce a resistere se non dovesse mai ammalarsi e se continuasse a funzionare in maniera ottimale.
Dunque, mettiamo caso che in un futuro non troppo lontano la medicina si evolve al punto tale da riuscire a curare tutte le malattie e la tecnologia arrivi ad essere in grado di sostituire alcune parti del corpo danneggiate, c’è la probabilità che l’uomo possa vivere in eterno?
Questa domanda che gli scienziati si pongono da secoli, ha in realtà già una risposta precisa: nonostante tutto, il corpo umano ha comunque una data di scadenza.
Quanto può vivere al massimo un essere umano?
Ci sono alcuni individui che credono fermamente che si possa vivere per sempre, in quanto non esistono limiti biologici all’immortalità, bensì unicamente problemi che non si possono evitare.
Al contrario poi vi sono degli studi, come quello pubblicato su Nature Communications, che affermano che il limite di vita umano esiste e che può essere persino calcolato.
Esso è compreso tra i 120 ed i 150 anni. La compagnia biotech di Singapore Gero afferma che per calcolare la durata massima di un uomo è necessario avere a disposizione le seguenti informazioni:
- Età media umana attuale;
- Progresso della medicina per quanto riguarda la cura delle malattie.
Per eseguire gli studi sono servite le analisi sanguigne di 500.000 soggetti, dei quali si è tenuto in conto la presenza di globuli bianchi nel sangue e la dimensione dei globuli rossi. Si tratta di valori che con l’avanzare dell’età aumentano.
Per ottenere dunque un modello che mostri a pieno l’invecchiamento, i soggetti sottoposti allo studio hanno dovuto eseguire per diverso tempo queste analisi del sangue.
Si è dimostrato che con il trascorrere degli anni il corpo umano ci mette molto di più per riprendersi da una malattia o per guarire in generale da un infortunio.
A un certo punto i tempi di ripresa diventano estremamente lunghi e la guarigione totale impossibile. La percentuale, dunque, diminuisce al punto tale che il corpo non riesce più a riprendersi e di conseguenza smette di funzionare.
Qual è la vita media in Italia?
L’Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane ha affermato che la vita media nel nostro Paese varia a seconda di dove si vive. Al Nord, ad esempio, si vive in media 3 anni in più rispetto al Sud.
Nella regione Campania, che è quella in cui la media di vita registrata è più bassa, si vive circa 78,9 anni per gli uomini e 83,3 per le donne. Nel Trentino Alto Adige, invece, è stata registrata una media di 81,6 anni per gli uomini e 86,3 anni per le donne.
A seconda del livello di istruzione e dell’ambito politico sociale si vive in media di più o di meno. In linea generale chi possiede un titolo di studio basso presenta anche condizioni di salute più gravi, nonché maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari, in particolare per coloro che posseggono un livello sociale basso.
Dove si vive di più al mondo?
Come accennato già nel paragrafo precedente, l’aspettativa di vita è maggiore nei Paesi più sviluppati, nei quali la qualità della vita e l’assistenza medica sono valori estremamente evoluti e la mortalità infantile registrata è molto più bassa.
Gli Stati più sviluppati economicamente e socialmente e che presentano una vita media maggiore sono i seguenti:
- Hong Kong con 81,8 anni per gli uomini e 87,6 anni per le donne;
- Giappone con 81,1 anni per gli uomini e 87,5 per le donne.
Ma chi è la persona più vecchia del mondo? A discapito di quanto appena accennato è Suor André la donna più vecchia del mondo, sopravvissuta al Covid-19. Si tratta di una suora che vive in una casa di cura nel Sud della Francia e che ha ben 118 anni.