Prima di vedere come si forma uno tsunami, vediamo meglio di che cosa si tratta. Il maremoto oppure – come lo chiamano i giapponesi – tsunami, è una lunga serie di onde marine che sono prodotte dallo spostamento di una grande massa d’acqua.
Quando ci troviamo in mare aperto, le onde si propagano molto più velocemente, riuscendo a percorrere – anche in poco tempo – delle ampie distanze. L’altezza di queste onde è pressoché impercettibile, in quanto è molto spesso inferiore al metro.
Come si forma uno tsunami: il caso scientifico
Sapere come si forma uno tsunami oltre ad essere interessante, è una curiosità che nasce soprattutto in tutti coloro che vivono in zone marine con alto rischio sismico.
Lo tsunami viene definito così, perché deriva dalla lingua giapponese e sta per “tsu“, che significa “porto“, e “nami” che vuol dire “onda“. Infatti, è proprio la sua potenza e velocità che causa danni alle coste e nei porti.
Tuttavia, il maremoto si può distinguere in normali onde marine, che essendo generate dal vento, a muoversi è soltanto parte più superficiale dell’acqua, non causando alcun tipo di movimento sul fondale.
Le onde del maremoto invece, muovono tutta la colonna d’acqua (dalla superficie al fondale), sono molto più pericolose e talvolta devastanti.
Per questo motivo – a differenza delle onde che normalmente conosciamo – lo tsunami è dotato di una fortissima energia che è in grado di spingere le onde fino a centinaia di metri, avendo delle conseguenze drastiche.
Data la grandezza del sapere scientifico, per comprendere come si forma uno tsunami dovremmo scavare più a fondo, visto che le cause potrebbero essere molteplici:
- Forti terremoti sottomarini;
- Frane sottomarine;
- Eruzioni vulcaniche;
- Crollo di meteoriti in mare (anche se è un fenomeno molto raro).
Generalmente la causa più comune sono i terremoti sottomarini, che però per arrivare a provocare un maremoto dovrebbe avere delle caratteristiche simili:
- Il terremoto è molto forte, generalmente con un magnitudo superiore a 6,5;
- Il terremoto ha un ipocentro (ovvero la zona dove si verifica la rottura delle rocce che da origine al terremoto) non è molto profondo;
- Il terremoto produce uno spostamento verticale del fondo marino.
Comprenderai bene che quando si verifica un forte terremoto sottomarino, una parte del fondale subisce un brusco sollevamento, causando uno spostamento verticale.
Accade contemporaneamente, che anche la faglia si scosti, innescando il terremoto. Da quel momento in poi, la massa d’acqua sovrastante comincia a perdere il suo equilibrio, formando delle onde visibili in superficie (con altezza vicina ai 10 metri e una lunghezza d’onda piuttosto grande).
In mare aperto un’onda di un maremoto è alta meno di un metro, e dunque risulterebbe impercettibile. La situazione è diversa quando ci si avvicina alla costa, dove il muro d’acqua potrebbe superare anche i 30 metri d’altezza.
La velocità di propagazione dello tsunami dipende molto dalla profondità del fondale,in quanto maggiore è la profondità e maggiore sarà la velocità.
In acque, in cui il fondale supera i 4000 metri, le onde prodotte dal maremoto possono superare perfino i 700 km/h.
C’è un piccolo particolare che ci annuncia cosa succede prima di uno tsunami, (o almeno quello che potrebbe accadere), ovvero il “risucchio” delle onde (anche di molti metri), lasciando in secco coste e porti.
Questo fenomeno in realtà è molto comune, basti osservare alcuni video registrati in Thailandia (come lo tsunami del 2004), dove alcuni pesci sembrano essere confusi visibilmente sul fondale coperto.
La pericolosità del maremoto non dipende esclusivamente dalla grandezza dello tsunami, visto che basterebbero onde alte poche decine di metri per poter trascinare anche un adulto dalla stazza piuttosto grossa.
Ora che sai come si forma uno tsunami, quasi certamente sarai pronto a spiegarlo a chiunque te lo chieda.